Intervista a Luca Curione: giovane filosofo trecastagnese

Con la fine della pausa estiva, la redazione de Il Trecastagnese, riprende il proprio lavoro intervistando un giovane che forse ancora in pochi conoscono ma che ha tanto da dire e da pubblicare.

Si tratta di Luca Curione, nato a Catania nel maggio del 1990. Vive a Trecastagni sin dalla prima infanzia. Ama il cinema, la musica, la natura, studia per diversi anni le arti marziali e partecipa a vari concorsi letterari tra i quali “Premio G. Pastocchi” a Potenza Picena, nel 2015, dove si classifica al 4° posto con la poesia “Sant’Alfio” e nel 2016 “Lettere a Letizia” a Caltanissetta con la poesia “Il freddo del silenzio”. Sempre nel 2016 si laurea in filosofia all’Università degli studi di Catania e nel 2018 pubblica il saggio “Che cos’è una persona?” con la casa editrice Temperino Rosso di Brescia.

Curiosi di questa biografia già tanto ricca, abbiamo posto a Luca alcune domande. Buona lettura!

 

  • Quando e perchè hai pensato di intraprendere il percorso di studi in Filosofia?

Ho deciso che avrei studiato filosofia al 4° anno del liceo. Ho sempre amato le scienze in particolare le scienze naturali, come biologia, geologia, ma ho capito che la mia strada non era quella. La filosofia ha molto in comune con le scienze, entrambe cercano di dare risposte e di porsi domande. La filosofia indaga però su un livello differente rispetto alle scienze, potremmo dire in qualche modo “precedente”. Ogni buon ricercatore scientifico dovrebbe leggere molta filosofia (tra gli scritti inerenti al suo ambito di ricerca), perché è la base per un pensiero svincolato da gabbie e da paraocchi, dovuti alla consuetudine, all’eccessiva certezza – in particolar modo riguardo al dato fattuale – e al sostrato culturale che ognuno di noi, anche i ricercatori scientifici quindi, fatica a mettere da parte prima di approcciarsi al suo studio.
Allo stesso modo ogni buon filosofo dovrebbe leggere ricerche scientifiche quanto più possibile.

La filosofia non è fatta per rimanere chiusa in se stessa. Entrambe le due figure, purtroppo, non considerano questo problema. Tuttavia, specialmente nelle nuove generazioni di ricercatori, vedo una maggiore apertura e penso che anche se molto flebile, ci sia una speranza di miglioramento nel futuro.
Ho capito che avrei dovuto studiare filosofia perché erano quelle le risposte che volevo dare al mondo, o quanto meno provarci.

 

  • Il tuo libro pubblicato qualche mese fa, porta il titolo “Che cos’è una persona”? Ci spieghi brevemente come sei arrivato alla pubblicazione e cosa tratti in questo saggio?

La pubblicazione del libro è frutto di un concorso letterario “Nuovi Saperi” indetto dalla Temperino Rosso proprio allo scopo di promuovere nuove voci nel panorama culturale italiano. Il mio saggio cerca di definire il campo semantico della parola “persona” e quindi, di capire cosa la nostra società intende quando usa quel termine; ma anche di capire cosa potrebbe o dovrebbe intendere se volesse creare un progresso culturale ed ideologico. Il tema è strettamente legato a temi come l’eutanasia, l’interruzione di trattamento, l’aborto, la violenza sugli animali, e tenta quindi, di tracciare una linea pratica riguardo al “cosa fare” ed al “cosa pensare” davanti a questi problemi.

Il mio saggio vuol essere un suggerimento, un supporto, e cerca di dare delle risposte, anche se come sappiamo, nessuna risposta può essere ritenuta definitiva in ambito culturale. Le società si evolvono, e l’obiettivo del libro è proprio questo, cercare di fare un passo avanti.

Copertina libro

 

  • Nel libro parli più volte di “essere umano” ed “essere razionale”. Quali sono le differenze per te?

Parlare delle differenze tra questi due concetti in poche parole è davvero arduo. La nostra tradizione culturale ha da sempre legato questi due concetti a doppio nodo anche se negli ultimi anni la stretta di quel nodo è andata piano piano allentandosi, in particolare se questi due concetti si relazionano con quello di “persona”. Io propongo una soluzione in cui questi tre concetti sono nettamente distinti, anche se, in molti casi, possono presentarsi tutti e tre nel medesimo soggetto contemporaneamente.

Informazioni libro

 

  • Al giorno d’oggi, quali sono le strade possibili per un giovane “filosofo” neo-laureato? 

Purtroppo come ben sappiamo al giorno d’oggi il sistema Italia sta affrontando una grossa crisi, che a parer mio è soprattutto una crisi culturale ed ideologica, non economica. La crisi economica è soltanto una conseguenza di questa infestante crisi culturale che sta alla base dei nostri problemi. Le strade possibili per ogni giovane laureato, specialmente in certi settori, sono molto poche, ma io credo che il dovere di un filosofo contemporaneo è quello di proporre soluzioni ideologiche e culturali a questa crisi. Impostare un sistema ideologico alternativo alla vuotezza ed al caos sconcertante che si è generato nella nostra società. Non è esattamente una risposta alla domanda in quanto questa non è una delle strade “possibili” per un neolaureato in filosofia, anzi è una strada impossibile! Ma bisogna cominciare ad asfaltare prima o poi, o viaggeremo sempre tra le buche delle nostre strade in malora…

 

  • Sei cresciuto a Trecastagni. Vedere il tuo paese in questo periodo così difficile cosa ti fa pensare? Dacci un tuo riscontro critico.

Trecastagni purtroppo sta riflettendo né più né meno la totalità del nostro paese (Italia). E me ne dolgo per entrambi. In realtà il periodo difficile e critico è già iniziato molto tempo fa a Trecastagni, oggi è soltanto più manifesto di ieri, ma non più grave. Occhi attenti potevano vedere la stessa crisi di oggi anche 15 anni fa. Al di fuori dei fatti di cronaca, un paese sta bene quando è vivo, quando è pulito, quando è arioso e funzionale, quando ha grandi parchi o ville in cui la gente può rilassarsi e buoni collegamenti con la città o con il resto dei punti d’interesse. Quando ci sono eventi di aggregazione sociale quando i servizi non mancano. Fortunatamente il nostro paese ha sempre mostrato vitalità sociale, ma tutto il resto, da che ne ho memoria, è sempre mancato.

Il mio parere critico è che la gente di Trecastagni, ma anche potremmo dire, in molti altri paesi d’Italia e non, è abituata a non avere… E’ abituata a concentrare l’attenzione su altro e neppure si accorge di ciò che veramente manca a Trecastagni, perché lo ritiene “normale”. Se la comunità cambiasse le proprie priorità, il nostro paese cambierebbe.

 

  • E nel futuro quali obiettivi ti prefiggi? Cosa vuoi fare nella vita?

Nella mia vita io spero di poter fare quello che sento come la mia strada, e cioè fare filosofia. Scrivere, parlare, cercare di comunicare idee e posizioni. Persino ciò che sto facendo adesso, rispondendo a questa intervista, potrebbe essere definito uno degli obiettivi della mia vita. Questa è più una vocazione che un lavoro. Lavorativamente parlando mi piacerebbe rimanere nell’ambito della formazione e dell’informazione, che sono i due settori in cui questo mio obiettivo può esprimersi al meglio.

 

Ringraziamo in maniera doppia, Luca Curione, sia per aver risposto alle nostre domande, sia perchè ha accettato di entrare a far parte della nostra redazione, per la stesura di articoli critici e d’informazione. Auguriamo a Luca il meglio, affinchè possa continuare a fare filosofia, comunicando e mostrando le proprie idee per trovare le risposte che cerca.

Intervista a cura del Direttore – Gabriele Battaglia

Gli altri appuntamenti verranno pubblicati sempre nella nostra rubrica “Interviste”